Mentoring, Sport & Azienda
A cura di Ilaria Iseppato, Six Seconds, intervista a Matteo Perchiazzi, Fondatore della SIM – Scuola Italiana di Mentoring [1]
- Quali bisogni chiave intercetta oggi il mentoring nello sport, e perché è così rilevante in questo momento? A quali livelli?
Tradizionalmente il coaching sportivo ha sempre puntato sul ‘chi vuoi diventare’, peccato che dal punto di vista poi del metodo si limitasse a quali sono gli obiettivi e non i perché. Il mentoring collegando i sistemi di credenze ai percorsi di sviluppo traduce in metodo questa domanda.
- Dal tuo punto di vista, cosa distingue una pratica di mentoring efficace da allenamento o coaching, soprattutto nel lavoro sulla persona?
Il concetto di fondo per me è la consistenza comportamentale: il mentoring allena questa integrandola proprio con i sistemi di valori e di credenze.
Pertanto, va da sé che il lavoro sulla persona con il mentoring insiste sul significato dell’azione che la persona e l’atleta mettono in un progetto sportivo.
- Come integri i modelli di mentoring SIM, es. quello dei 3 cicli con gli strumenti Six Seconds per sviluppare consapevolezza e responsabilità, oltre che performance?
Nell’ambito dello sport, in questi anni sono partito codificando un modello di intervento e di allenamento della consistenza comportamentale. Questo modello allena nove competenze organizzate in 3 cicli e momenti: ciclo riflessivo, ciclo responsabile e ciclo reattivo, peraltro anche organizzati in uno Statement che è ‘accetta preparati e agisci’.
Quando poi ho conosciuto il modello dell’intelligenza emotiva di Freedman ho fatto ancora più ordine perché ho collegato i 3 cicli anche a delle competenze di intelligenza emotiva, riassunti da quest’ultimo in ‘self awarness, self management, self direction’.
È la similitudine è davvero importante
Nel mio modello colloco principalmente l’intelligenza emotiva nel ciclo ‘riflessivo’ quello dell’accettazione, mentre con il modello Six seconds mi rendo conto che alcune competenze di IE sono ben oltre la self awarness e quindi nel ciclo dell’accettazione, ovvero quello riflessivo.
Il nostro lavoro insieme sarà quello di unire i due modelli rendendoli reciprocamente compatibili e, secondo me, implementando degli strumenti di allenamento dell’essere umano veramente molto profondi.
Unire un modello di intervento che allena la consistenza comportamentale come quello mio, insieme al modello di Six seconds sull’intelligenza emotiva, penso dia davvero degli strumenti di modificazione profonda delle persone, dei professionisti e delle organizzazioni.
- Quali competenze emotive sono decisive perché un percorso di mentoring generi vero cambiamento?
Nell’approfondire il modello di 6 seconds per me la vera svolta è che trovo questo modello estremamente pratico. Se è vero che tutte le competenze del modello di six seconds di IE sono importanti e si integrano nel modello dei 3 cicli di SIM Academy sport, la competenza che trovo distintiva è quella del perseguire un obiettivo nobile.
Tradotto in temini di mentoring significa collegare il role modeling ispirazionale, al significato della propria azione.
Ovvero fa sì che il tuo cambiamento personale sia collegato al vero significato che tu dai alla tua propria vita.
- Perché la metafora (ma anche la pratica sul campo!) del mentoring attraverso lo sport funziona così bene anche nel contesto aziendale? Ci sono need simili tra atleti e manager?
Il mentoring attraverso lo sport va chiaramente ricondotto alle metodologie esperienziali, per cui non è una novità in questo senso.
Nelle tradizionali metodologie esperienziali attraverso lo sport si pensa direttamente all’allenamento di alcune competenze, come il team building, team working leadership, spesso come metafora.
L’esperienza sportiva nella nostra accezione non è solo una metafora, ma un qualcosa che impatta immediatamente, anche a livello fisico sul ‘vivere’ un’esperienza, che in altre metodologie l’esperienza non è così impattante.
Con tanti altri benefici, soprattutto quella di ‘spogliarsi dei ruoli’.
Quindi con una sessione di mentoring attraverso lo sport, ti vivi una reale esperienza, impattante, e che poi traduci con un transfert nella tua professione.
È un ciclo in questo senso. Ed il transfert va saputo fare bene, proprio da una persona che questo transfert l’ha fatto su di sé, per cui è un testimone credibile.
Va poi da sé che allenare la consistenza comportamentale attraverso il mentoring sportivo, incontra dei need simili.
Ne dico alcuni, la capacità di interagire con le proprie interferenze, la capacità di farsi domande giuste, la capacità di gestire i propri stati psichici ed energetici e sapere quali sono quelli funzionali, concetti come il locus of control, concetti come la proattività e il coping, sono tutte competenze allenabili e rivelabili, verso la direzione di un proprio miglioramento di caratteristiche personali che influenzano poi la professione, e che sono a mio avviso non separabili.
Con il mentoring attraverso lo sport si tocca con mano la famosa domanda:
lo sport forma il carattere o lo rivela?
- Se dovessi spiegare a un’azienda perché investire oggi nel mentoring, cosa diresti?
Nei primi incontri con i clienti, cerco di far riflettere su queste domande:
Quanto ci hai messo per arrivare al ruolo in cui sei? Quanti errori hai fatto e quanto sono costati alla tua organizzazione? Quante volte hai messo a sistema questi errori e li hai fatti fruttare in termini di consapevolezza?
Ormai è chiaro che tutti i sistemi di misurazione portano a dire che il mentoring ha un diretto collegamento con gli obiettivi di business, nella misura in cui una persona in un ruolo è più presente, più focalizzata e più centrata.
Senza immaginare poi ruoli di leadership, e anche le nuove generazioni che hanno bisogno di collegare la propria esperienza professionale con significati più ‘impattanti’ nel mondo.
Intervista video
https://www.youtube.com/watch?v=vMnABq3U7_8
Libri
- Perchiazzi M., ‘Apprendere il Mentoring. Manuale operativo per la formazione dei Mentor’, Massa, Transeuropa Edizioni, 2009.
- Perchiazzi M., ‘Imparo dunque sono. Il Mentoring a Scuola”, Industria e Letteratura, 2023.
[1] Il presente documento è soggetto a copertura dei diritti del marchio SIM, marchio depositato e registrato attraverso la SIB (Società Italiana Brevetti).