Alla scoperta del mentoring: un viaggio dentro di noi [1]
A cura di Federico Caprioglio, Mentor business e non solo….
Che cos’è realmente il mentoring?
Cosa propone di diverso rispetto al coaching?
È con questa domanda che mi sono avvicinato a SIM. E, lo ammetto, non che avessi le idee chiarissime nemmeno quando ho deciso di iscrivermi.
All’inizio le definizioni non mi bastavano. Nonostante avessimo cominciato da lì—dai modelli teorici, dai distinguo tra professioni, dai confini tra approcci diversi—continuavo a percepire una sorta di nebbia. Un alone indistinto tra ciò che il mentoring è e ciò che non è, tra ciò che fa un mentor e ciò che fanno figure limitrofe.
Continuavo a chiedermi:
Qual è l’essenza del mentoring?
Cosa rappresenta per me?Cosa significa nella pratica?
Come si fa, davvero?
La falsa aspettativa degli strumenti “giusti”
Ad ogni lezione arrivavo con la stessa speranza: “Oggi sarà il giorno”.
Il giorno in cui avrei acquisito gli strumenti definitivi, tracciato una linea chiara, eliminato ogni dubbio residuo.
E invece, puntualmente, quella sensazione tornava.
“Questo lo so già…
Questo è evidente…
Questo l’ho già fatto…”
Interessante, sì, ma… e quindi?
Per un o’ non riuscivo a spiegarmi questo disagio, quella percezione di incompletezza. Mi sembrava di inseguire un sapere che, ogni volta che cercavo di afferrarlo, mi passava tra le dita.
La scoperta: il mentoring non è fuori, è dentro
A un certo punto, però, qualcosa si è acceso.
Dopo una lunga e variegata carriera, trascorsa in ruoli diversi, in aziende e settori molto distanti tra loro, dopo aver guidato decine—a volte centinaia—di persone differenti… ho capito.
Il mentoring sei tu.
È tutto ciò che hai vissuto:ricordi, immagini, sensazioni, sfide, successi, inciampi, delusioni, lezioni ricevute e lezioni impartite senza volerlo. È l’insieme di ciò che hai osservato, interiorizzato, digerito.
E, soprattutto, è ciò che hai normalizzato: tutto quello che oggi ti sembra ovvio, banale, scontato. Quel patrimonio immenso che, proprio perché lo hai integrato così profondamente, fatichi a vedere come valore.
Eppure è lì.
È la materia prima essenziale del mentoring.
Mentoring: un trasferimento di esperienza, non di tecniche
Se il coaching lavora principalmente sul processo e sulla generazione autonoma di consapevolezze, il mentoring poggia su un pilastro diverso: la tua esperienza messa al servizio dell’altro.
Non per dare risposte preconfezionate.
Non per definire strade.
Non per “sapere di più”.
Ma per offrire prospettive, narrazioni, strumenti mentali e pratici che nascono dal tuo vissuto. Dal tuo diario interiore—un diario pieno di note, appunti, errori, intuizioni e conquiste.
È un accompagnamento generoso, discreto, in cui ciò che sei conta più di ciò che sai fare.
Il valore unico del mentor: la storia personale come bussola
Ogni mentor è unico perché unica è la sua traiettoria.
L’impasto di valori, conoscenze e competenze che hai sviluppato nel tempo è irripetibile. Nessun manuale può replicarlo. Nessuna formazione può sostituirlo.
Il mentoring, in fondo, è questo:
la capacità di trasformare una vita professionale vissuta intensamente in una risorsa per gli altri.
Non è tecnica.
Non è ricetta.
Non è metodologia.
È presenza.
È ascolto.
È dono di esperienza.
Conclusione: il mentoring come atto di restituzione
Ci vuole tempo per capirlo. Per molti, come per me, serve una sorta di “riconoscimento tardivo”: il momento in cui realizzi che tutto quello che cercavi fuori era già dentro di te.
Il mentoring è un atto di restituzione. È il passaggio naturale da chi ha attraversato molte strade a chi sta muovendo i suoi primi passi o sta affrontando un crocevia complesso.
Non è un ruolo che si impara: è una consapevolezza che si riscopre. E quando finalmente ti accorgi che la materia prima del mentoring sei tu — allora sì, i confini si chiariscono, i dubbi si dissolvono e tutto diventa semplice.
Perché il valore del mentoring non risiede in ciò che studi, ma in ciò che sei diventato.
[1] Il presente documento è soggetto a copertura dei diritti del marchio SIM, marchio depositato e registrato attraverso la SIB (Società Italiana Brevetti).