Cosa rende grande un Mentor [1]
David Clutterbuck, traduzione a cura di M. Perchiazzi, SIM – Scuola Italiana di Mentoring, Partner unico italiano del CMI - Coaching and Mentoring International e una piccola aggiunta
In ogni professione e ambito della vita, le persone che tipicamente raggiungono il successo più grande quasi invariabilmente indicano di aver avuto almeno un grande Mentor. Le qualità che indicano nei loro Mentor sono sorprendentemente molto comuni.
Ecco le più singnificative:
Saggezza
Atena, la figura archetipica del mentore nell'Odissea (la prima volta che è stato menzionato il termine "mentore"), era la dea greca della saggezza. I grandi mentori hanno riflettuto a fondo sulle proprie esperienze di vita e di lavoro e applicano queste intuizioni "usando la propria saggezza per aiutare un'altra persona a sviluppare la propria".
Essere impegnati nel proprio apprendimento e nell'aiutare gli altri ad apprendere
Riconoscono di avere molto da imparare dal loro allievo, soprattutto quando il rapporto di mentoring è intergenerazionale o interculturale.
Ascolto
La capacità di ascoltare con attenzione e profondità: i grandi mentori ascoltano quattro o cinque volte di più di quanto parlino.
Domande potenti
La capacità di porre domande davvero incisive: poiché si concentrano maggiormente su ciò che il Mentee ha da dire piuttosto che su ciò che vorrebbe dire, hanno il tempo di attingere alla propria esperienza per porre domande che stimoleranno una riflessione profonda.
Amico critico
Sono amici critici e al contempo punti di riferimento quando necessario: sanno distinguere tra dare consigli (che in genere sono molto meno utili di quanto chi li dà creda) e fornire un contesto (che offre informazioni sufficienti affinché il Mentee possa trovare nuove prospettive e soluzioni in autonomia). E hanno il coraggio di comunicare cose difficili quando necessario.
Auto consapevolezza
Possiedono una forte intelligenza emotiva e una profonda umiltà che deriva dalla conoscenza di sé
Esperienze di vita
Sapere quando e come utilizzare aneddoti e storie: scelgono con cura quando condividere le proprie esperienze.
Agire come modello di riferimento proattivo: comprendono che il mentee può assimilare sia i loro pregi che i loro difetti e lo aiutano a riflettere su cosa desidera emulare e perché, nonché su come rimanere autentico.
Compassione – hanno a cuore i propri mentee e credono nel loro potenziale.
Saper lasciare andare – provano soddisfazione quando il mentee non ha più bisogno del loro supporto e considerano questo un segno del successo del rapporto di apprendimento.
Naturalmente, non tutti i mentor efficaci possiedono tutte queste qualità. Tuttavia, sono molte le persone che ne possiedono la maggior parte; e, proprio per la loro natura, sono solitamente felici di essere scelti come mentor.
Dopo le pregiatissime parole di David, a questa carrellata tecnica desidero aggiungere un’altra serie di caratteristiche più ‘umane’ e poetiche che vengono individuata da Huang A. & Linch J nel bellissimo libro ‘The tao of giving and receiving wisdom’, Collins 1995.
Le virtù dell’anima e le virtù del cuore.
Nella prima serie trovo molto suggestive lo ‘spirito di servizio’, flessibilità e armonia, mentre in quelle del cuore la capacità di ‘restare vuoti’ per essere riempiti, umiltà integrità, accettazione di sé stessi e degli altri e molte altre ancora che approfondisco in ‘apprendere il mentoring’.
Matteo Perchiazzi
[1] © David Clutterbuck, 2017
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Libri
- Perchiazzi M., ‘Apprendere il Mentoring. Manuale operativo per la formazione dei Mentor’, Massa, Transeuropa Edizioni, 2009.
- Perchiazzi M., ‘Imparo dunque sono. Il Mentoring a Scuola”, Industria e Letteratura, 2023.
- Huang A. & Linch J., ‘The tao of giving and receiving wisdom’, Collins 1995.