Intervista a Federico Migliorini: la mia storia e il Mentoring

Intervista a Federico Migliorini: la mia storia e il Mentoring

Intervista a Federico Migliorini la mia storia e il Mentoring [1]

A cura di Giorgia de Francesco, SIM – Scuola Italiana di Mentoring

 

Chi è Federico Migliorini?

Federico Migliorini è attualmente Maestro di tennis a Firenze.

Nasco il 23 maggio del 1988 a Firenze e all’età di 8-9 anni inizio a muovere i primi passi nel tennis. Il mio babbo Aldo, è stato il mio primo Maestro. Mi portava con sé alle partite con i suoi colleghi di lavoro e ogni tanto il fine settimana giocavo insieme a lui, mia sorella e mia mamma. Mi affascinava questo sport. Dopo averne provati diversi, decisi che il tennis sarebbe stato il mio sport. Così ebbe inizio il mio percorso.

Ho giocato nei Tennis Club più prestigiosi del panorama fiorentino; CT Firenze, DLF, Aretè, fino ad arrivare al Match Ball, alla Florence Tennis School, dove sono stato per ben 6 anni per poi finire la mia carriera ad Arezzo alla Blue Team di Umberto Rianna. Alla Florence Tennis School si sono susseguiti tennisti professionisti del calibro di Filippo Volandri, Potito Starace, Federico Luzzi, Giorgio Galimberti, Leonardo Azzaro, Alex Victur, Valentina Sassi e molti altri e un vasto vivaio di ragazzi/e che nel tempo sono diventati dei giocatori e delle giocatrici molto forti come Daniele Giorgini, Andrea Fantechi, Pietro Fanucci, Oana Archip e molti altri. Negli anni ho avuto il piacere di crescere con Maestri e Coach di livello internazionale come Fabrizio Fanucci, Umberto Rianna, Francesco Michelotti, Elia Grossi, Marzia Grossi, Angelo Tanganelli etc. e all’età di 16 anni iniziai i primi tornei ETA internazionali sul territorio italiano. Nel mio percorso semiprofessionistico ho avuto modo di conoscere e di affrontare giocatori che sono poi diventati allenatori di giocatori di alto livello e questo è stato per me un importante input per muovere la mia passione verso il lavoro di Maestro di tennis. Mi sono formato come Istruttore di Tennis FIT presso l’Istituto di Formazione Superiore Roberto Lombardi, Istruttore di tennis nazionale UISP, Istruttore di Padel e di Beach Tennis. Ho fatto uno stage con Elia e Marzia Grossi per imparare tecniche di allenamento del Metodo di Riccardo Piatti. Sono stato direttore tecnico in due circoli a Firenze quali Asd GSPM Sez. Tennis Firenze e Tennis Club Quaracchi e attualmente lavoro come Maestro di tennis presso il circolo Asd Mentor Net dove ho avuto il piacere di ritrovare i miei compagni e colleghi di tennis della Florence Tennis School e non per ultimo, ho avuto il piacere di conoscere Matteo Perchiazzi, Presidente della Mentor Net e Fondatore della SIM, che mi ha subito introdotto nel bellissimo mondo del Mentoring.

 

Come sei venuta/o a contatto con la Metodologia del Mentoring?

Tramite la Scuola Italiana di Mentoring

 

Cosa ti ha sorpreso?

Tutto. Cercavo da tempo una metodologia di apprendimento che fosse capace di andare a formare l’atteggiamento, il comportamento e il carattere. Grazie a Scuola Italiana di Mentoring ho conosciuto questo percorso che mi gratifica molto e che mi completa sia da un punto di vista personale che professionale.

 

Cosa ti aspettavi? Cosa non ti aspettavi?

Mi aspettavo di apprendere qualcosa di nuovo e affascinante. Così è stato. Non avevo la benché minima idea di dove potesse portarmi iniziare questo percorso, questo viaggio. È proprio vero, conta il viaggio più che la meta. E di questo ne son sempre più convinto.

Non mi aspettavo che fosse così completo e così rivoluzionario. Trovo che sia davvero completa e che grazie al mentoring abbia trovato finalmente la mia vera strada.

 

Quale pensi che sia il valore aggiunto del Mentoring?

Il valore aggiunto, come ho spiegato in precedenza, è andare a toccare quegli aspetti del: In cosa credo? Chi voglio diventare? E perché?

Domande che fin dalla mia adolescenza prendevano forma nella mia testa e che mi ricorda le moltitudini di persone che ho preso come punti di riferimento per creare i tratti caratteristici del mio comportamento e del mio carattere. Dai miei genitori ai miei primi allenatori, ai professionisti che vedevo regolarmente in campo con me alle star del tennis che con il loro comportamento mi hanno permesso di crescere. Fino ad arrivare all’età adulta… i colleghi di lavoro!

Ma tutto in maniera del tutto improvvisata.

Se tutto ciò fosse arrivato prima (da bambino o adolescente) e avessi avuto la possibilità di aver a che fare con una persona che mi fornisse gli strumenti necessari per conoscere me stesso e che mi avesse insegnato a dare un nome a quello che ho dentro e come allenarlo, sicuramente, tutto ciò, mi avrebbe aiutato a rendere migliore la versione di me stesso. L’ho scoperto a 35 anni. Presto? Tardi? Non importa. Ciò che conta per me è che è appena iniziato un nuovo percorso e mi godrò totalmente il viaggio. Dove mi porterà? Non lo so. Ma almeno adesso so che tutto ciò mi sta rendendo più consapevole e soprattutto mi fa vivere il QUI E ORA.

 

Breve descrizione del proprio lavoro di project work

Il Project Work mi ha permesso di provare sul campo la strutturazione e la messa in atto del programma del percorso di formazione iniziato a novembre 2022. Sono stati due mesi molto intensi, pieni di contenuti altamente formativi. Come spesso capita, avere conoscenza dei concetti è molto diverso dal “averne consapevolezza” e metterli in pratica. Le mille sfumature che puoi incontrare, quando hai a che fare con le persone, ti portano inevitabilmente a “scontrarti” (nel senso di prendere coscienza) con te stesso e con il tuo Mentee. È stato di fondamentale importanza continuare a studiare e a confrontarmi con il mio Mentore Matteo P. per arrivare a migliorare me stesso e, grazie anche al mio Mentee, poter muovere i primi passi insieme verso questo bellissimo viaggio. Capacità di imparare è la competenza primaria che ogni Mentore dovrebbe avere e, il project work, mi ha lasciato soprattutto questo.

 

Altro che vorresti aggiungere

Il mio passato da giocatore di tennis semiprofessionistico e la formazione da istruttore federale FIT così come l’ambiente e il contesto dove son nato, mi hanno dato conoscenza schematica della materia tecnica e tattica del gioco del tennis…

Il percorso da Mentore nello sport, invece, mi ha aperto gli occhi di quanto sia importante andare a toccare ogni quadrante del modello di Clutterbuck  e della pratica esperienziale del ciclo di Kolb per far si che sia di aiuto all’apprendimento. Anche se ancora non padroneggio la materia, ho da subito toccato con mano quanto sia più naturale e immediato l’apprendimento e di quanto sia più gratificante, sia per il me che per il mio allievo/a.

Non per ultimo, riuscire a colmare quelle lacune che ho riscontrato durante il mio percorso di formazione da giocatore di tennis.

 

[1] Il presente documento è soggetto a copertura dei diritti del marchio SIM, marchio depositato e registrato attraverso la SIB (Società Italiana Brevetti).