Mentoring: l’umano nell'uomo
A cura di Matteo Perchiazzi, Fondatore della SIM – Scuola Italiana di Mentoring [1]
Questo luglio ho avuto l’onore e il piacere di far un Talk per una grande multinazionale nel settore bancario per introdurre il mentoring, i tipici temi iniziali destinati a chi si approccia all’argomento per la prima volta.
I destinatari sono stati manager e dirigenti in un contesto di grande cambiamento, in particolare tecnologico, come del resto tutte le realtà organizzative in questi tempi.
Non riporto chiaramente il talk, ma ho davvero il desiderio di menzionare la parte finale, integrandola con altro. Questo perché ritengo di fondamentale importanza in questi periodi di incertezza il messaggio che voglio dedicare a tutti.
Alla fine del talk, mi è stata chiesta la fatidica domanda: che consiglio daresti ai manager per iniziare a sviluppare un approccio di mentoring nella relazione con gli altri?
Questa è una domanda facile e difficile allo stesso tempo. Mi riferisco più che ad una nuova marcia, ad una nuova disposizione d’animo. Ho utilizzato, per rispondere a questo quesito, il lavoro dell’autore Grossman Vasilij, nel celeberrimo grande romanzo ‘Vita e destino’.
Vasilij Grossman è uno scrittore noto in patria sin dagli anni Trenta e fra i primi corrispondenti di guerra a entrare, al seguito dell’Armata Rossa, nell’inferno di Treblinka. La storia di questo manoscritto è interessante.
Il manoscritto aveva la dichiarata ambizione di essere il Guerra e pace del Novecento era già all’esame del Comitato centrale. Tant’è che nel febbraio del 1961 due agenti del KGB confischeranno non solo il manoscritto, ma anche le carte carbone e le minute, e perfino i nastri della macchina per scrivere: del «grande romanzo» non deve rimanere traccia. Gli occhiuti burocrati sovietici hanno intuito subito quanto fosse temibile per il regime un libro come Vita e destino: forse più ancora del Dottor Živago. Quello che può sembrare solo un vasto, appassionante affresco storico si rivela infatti, ben presto, per ciò che è: una bruciante riflessione sul male. Del male (attraverso le vicende di un gran numero di personaggi in un modo o nell’altro collegati fra loro, e in mezzo ai quali incontriamo vittime e carnefici, eroi e traditori, idealisti e leccapiedi – fino ai due massimi protagonisti storici, Hitler e Stalin). Vasilij Grossman svela con implacabile acutezza la natura, che è menzogna e cancellazione della verità mediante la mistificazione più abietta: quella di ammantarsi di bene, un bene astratto e universale nel cui nome si compie ogni atrocità e ogni bassezza, e che induce a piegare il capo davanti alle sue sublimi esigenze. «Libri come Vita e destino» ha scritto George Steiner «eclissano quasi tutti i romanzi che oggi, in Occidente, vengono presi sul serio».
Per prenderla ancora un po’ alla lontana, per rispondere alla domanda: come iniziare a sviluppare un approccio di mentoring nella relazione con gli altri?
Ora, Vasilij Grossman individua le caratteristiche specifiche ‘dell’umano nell’uomo’.
L'umano nell'uomo è questo nucleo originale presente in ogni uomo che impedisce al potere di schiacciare il singolo nella morsa dell'omologazione. Queste caratteristiche per Grossman sono: il sentimento, la passione, la libertà.
In particolare, la libertà indirizzata al bene e alla giustizia, la libertà in quanto rettitudine e bontà.
Per attivare l’umano nell’umano raggiungendo armonia e saggezza, gli esseri umani hanno avvertito lungo i secoli il bisogno di una guida, qualcuno più esperto che li conducesse lungo i sentieri impervi dell’esistenza, come Dante si affidava a Virgilio per la discesa nei gironi infernali e la salita al monte del Purgatorio.
Vito Mancuso si pone il problema se in questa epoca di follia, abbiamo ancora bisogno di Maestri?
La sua risposta è sì, Maestri sì, ma plurali e provvisori, così come sono le transizioni continue a cui oggi siamo chiamati a corrispondere o a rispondere. Finisco con e parole di Platone, nell’apologia di Socrate.
‘Non ti vergogni di occuparti delle ricchezze, del successo e dell’onore, e di non occuparti e darti pensiero della saggezza, della verità e della tua anima, in modo che diventi più possibile buona?’ Platone, Apologia di Socrate
Per sviluppare un approccio di mentoring nei confronti degli altri, significa quindi prima di tutto ‘rispolverare’ e riscoprire quell’umano nell’uomo, quella libertà, che solo ognuno di noi può scegliere di esercitare: libertà indirizzata al bene e alla giustizia, la libertà in quanto rettitudine e bontà, da canalizzare in un rapporto di mentoring generativo.
Il mentoring è la modalità che ci ha messo a disposizione naturalmente il cosmo per fare ‘giardinaggio’ nella nostra anima e per prepararci all’infinito.
Libri
- Perchiazzi M., ‘Apprendere il Mentoring. Manuale operativo per la formazione dei Mentor’, Massa, Transeuropa Edizioni, 2009.
- Perchiazzi M., ‘Imparo dunque sono. Il Mentoring a Scuola”, Industria e Letteratura, 2023.
- Mancuso V., ‘I 4 maestri’, Milano, Garzanti, 2020.
Articoli
https://www.scuolaitalianadimentoring.com/maestri-si-ma-plurali-e-provvisori/
https://it.wikipedia.org/wiki/Vasilij_Sem%C3%ABnovi%C4%8D_Grossman
[1] Il presente documento è soggetto a copertura dei diritti del marchio SIM, marchio depositato e registrato attraverso la SIB (Società Italiana Brevetti).